TEATRO FARAGGIANA – Magnificat

di e con Lucilla Giagnoni 
produzione TPE
collaborazione ai testi Maria Rosa Pantè
musiche Paolo Pizzimenti  
 
Produzione CTB Centro Teatrale Bresciano – Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa
 
“Femminile” e “Maschile” sono degli archetipi, cioè stanno all’origine di ogni pensiero conscio e inconscio, iscritti nel nostro codice più profondo, sono il substrato di tutta l’umanità, di tutta la vita.
Le fiabe che ci sono state narrate da bambini sono scrigni di archetipi.
La fiaba in cui la “fanciulla” circondata dalle benedizioni e maledizioni delle fate si punge col fuso e cade addormentata per cento anni, parla di un archetipo del “Femminile” addormentato, nascosto, coperto da rovi (che in alcune versioni mentre è addormentato viene addirittura stuprato e genera figli).
Anche gli antichi miti sono depositi di archetipi: la dea della terra e delle messi vaga per il mondo piangendo il rapimento della figlia prigioniera nel mondo di sotto, quello dei morti, ma viene risvegliata dal suo dolore e ride solo quando una vecchia contadina le mostra il suo seno e il sesso.
A questa Terra che custodisce dentro di sé, sotterranea, la forza generatrice del “Femminile”, fanno riferimento le ultime parole di un’altra straordinaria preghiera/poesia, che è anche il finale di “Furiosa Mente”. “Laudato sii mi signore per sora nostra matre Terra”: canta San Francesco. Terra è Humus, da cui la parola Homo, e non invece Donna che viene da Domina, Signora, quasi a compensare con un titolo ciò che non è. O non è ancora. Come non è che Homo, Humus, conosca e pratichi l’Humilitas, l’umiltà, cioè l’essere in armonia con la Terra. E così, dopo l’invito alla lode, al rendere grazie e alla cura, è proprio l’umiltà ciò a cui ci chiama il “Cantico delle creature”: Laudate e benedicete mi signore e rengraziate e serviateli cum grande Humilitate.
Ma l’umiltà, insieme alla lode, al ringraziamento, al servizio è tra le prime parole di una preghiera/ poesia ancora più antica: il “Magnificat”. “L’anima mia magnifica il signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva”.
Proprio perché Serva è Signora e Regina. Vergine, Madre.
“D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Felice cioè “grande” in greco.
Forse, questa è una risposta: le Generazioni, cioè la Storia, cioè il nostro agire, dovranno d’ora in poi riconoscere tutto questo. Solo se dalla Terra riemergerà il “Femminile”, ci sarà una possibilità per tutti di futura convivenza, non solo nella sopravvivenza, ma nella beatitudine, cioè nella felicità.
P.S. Ho usato verbi al futuro perché forse anche io sono ancora legata alla logica del maschile, ci sono “fanciulle/principesse” invece, che, come ci dice la cronaca quasi ogni giorno, in tutto il mondo già si stanno svegliando, già scuotono i potenti dai troni, già lavorano per salvare la terra con la cura e il governo di mani e menti femmine. Finalmente!
Lucilla Giagnoni
 

Dal:

07/05/2020

Al:

08/05/2020

Orario: giovedi dalle 21,00 venerdi dalle 11,00

Dove: Teatro Faraggiana

Indirizzo: Corso della Vittoria, 2, 28100 Novara NO, Italia

Prezzi: platea e palchi euro 20,00; prima galleria euro 15,00

Informazioni: Tel. 0321 1581721 info@teatrofaraggiana.it

Organizzazione: Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana

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giovedì 7 Maggio 2020 — venerdì 8 Maggio 2020
00:00 — 00:00