Indirizzo:
Piazza Martiri della Libertà, 3 – 28100 Novara (NO)
Orari:
da Martedì a Domenica
dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Chiuso il Lunedì
La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura del museo, alle ore 18.30
Il museo rimarrà aperto in occasione delle seguenti festività: 1° novembre, 8 e 26 dicembre, 1, 6 e 22 gennaio, domenica di Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno; rimarrà chiusa, invece, nelle seguenti date: 24, 25 e 31 dicembre, 15 agosto.
Biglietto:
€ 6,00 – ingresso intero
€ 4,00 – ingresso under-18 anni e over-65 anni
€ 4,00 – ingresso studenti universitari under-25 anni
€ 4,00 – ingresso gruppi di almeno 10 persone (cad.)
€ 4,00 – ingresso iscritti FAI €
gratuito – bambini 0-6 anni
gratuito – per tutti i visitatori la prima domenica di ogni mese.
gratuito – docenti studenti e accompagnatori nell’ambito dell’attività scolastica della propria scuola
gratuito – ingresso disabili e accompagnatori
gratuito – guida turistica abilitata
gratuito – ingresso possessori Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e Formula Extra
gratuito – Giornalisti con tesserino in corso di validità
Contatti:
NUMERI DI TELEFONO
Biglietteria Museo – +39 0321 1855421 – ( selezionare 1)
Segreteria del Castello di Novara – +39 0321 1855421 ( selezionare 2)
Ufficio Musei, Comune di Novara – +39 0321 3702755
ATL Novara – +39 0321 394059
MAIL
Segreteria del Castello di Novara – segreteria@ilcastellodinovara.it
Ufficio Musei, Comune di Novara – musei@comune.novara.it
ATL Novara – info@turismonovara.it
SITI WEB
Castello di Novara – https://www.ilcastellodinovara.it/
ATL Novara – https://www.turismonovara.it/it/home
Novara e la memoria dell’antico. Le ragioni di una esposizione
La formazione delle collezioni archeologiche della città di Novara affonda le sue radici nel XIX secolo, con la nascita della Società Archeologica pel Museo Patrio Novarese, punto di incontro di interessi eruditi e delle prime, ancora embrionali, esigenze di tutela di un patrimonio che veniva progressivamente alla luce sul territorio. Molti dei ritrovamenti avvenivano in modo occasionale, durante lavori agricoli o edilizi, e rischiavano spesso la dispersione o la perdita immediata. In questo contesto, l’impegno di studiosi, appassionati e cittadini sensibili al valore dei reperti ha avuto un ruolo fondamentale nel favorire la conservazione dei materiali e nel porre le basi per una prima consapevolezza del patrimonio archeologico locale.
Le prime donazioni da parte di numerosi collezionisti e personalità della vita culturale novarese costituirono il nucleo originario di un patrimonio che, nel corso del tempo, si è progressivamente arricchito e ha conosciuto diverse sistemazioni museali. Le collezioni archeologiche della città sono state infatti oggetto, nel tempo, di differenti allestimenti, che hanno riflesso mutamenti nelle scelte scientifiche, nei criteri espositivi e nelle modalità di comunicazione al pubblico. L’ultima esposizione, ospitata presso il Broletto, proponeva un percorso organizzato in senso strettamente cronologico, dalla protostoria fino all’alto Medioevo, offrendo una lettura lineare dello sviluppo storico del territorio.
Con il disallestimento del Museo archeologico del Broletto si è aperta una nuova fase di riflessione sul modo di presentare le collezioni civiche. È emersa l’esigenza di superare una narrazione esclusivamente cronologica e di porre maggiore attenzione alla storia stessa delle collezioni, in particolare alle persone che le hanno formate, ai contesti culturali in cui sono nate e ai criteri che ne hanno guidato la raccolta e la conservazione. Il nuovo progetto museale mette quindi al centro non solo gli oggetti, ma anche il percorso che ha portato alla loro acquisizione e valorizzazione.
Lo scopo dell’esposizione non è dunque quello di ricostruire in modo completo la storia antica di Novara e del suo territorio, ma di contribuire alla conoscenza della fisionomia culturale della cittadinanza novarese tra la seconda metà del XIX secolo e il secondo dopoguerra. Attraverso le collezioni archeologiche, il museo racconta l’evoluzione degli interessi antiquari, delle pratiche di tutela e delle modalità di costruzione della memoria storica locale, offrendo al visitatore strumenti per comprendere come si è formato, nel tempo, il patrimonio oggi conservato.



